




ALLA MIA AMICA FOTOGRAFA GIUSY
FURGONE INCENDIATO DOPO UN ATTENTATO
PORTONCINO BLINDATO DILANIATO DA UNA
BOMBA
ANCORA SPERANZA
ANCORA ARTE
ANCORA BELLEZZA
MA LE MIE PAROLE SCARSEGGIANO!
DEDICO UN MESSAGGIO DI SPERANZA AI MIEI
GENITORI- CHE MI HANNO INSEGNATO LA
BELLEZZA E LA MAGIA DELLA VITA- AD AMARE I
MIEI NEMICI- A NON PROVARE ODIO-
LE BOMBE NON SI METTONO SOLO DAVANTI AI
PORTONI - MA ANCHE DENTRO AL CUORE-
CONTINUA A RIMANERE IMPUNITO
CONTINUA A RIMANERE LIBERO
CHI CREDE CHE CON LA VIOLENZA IL MONDO
PUò CAMBIARE A SUA IMMAGINE E
SOMIGLIANZA-
IO CONTINUO A DIRE NO ALLA
VIOLENZA
NO ALLE BOMBE- NO ALL'IGNORANZA
MA LE MIE PAROLE SONO INUTILI....
Dai il meglio di te...
Se fai il bene, ti attribuiranno
secondi fini egoistici
non importa, fa' il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi,
troverai falsi amici e veri nemici
non importa realizzali.
Il bene che fai verrà domani
dimenticato.
Non importa fa' il bene
L'onestà e la sincerità ti
rendono vulnerabile
non importa, sii franco
e onesto.
Dà al mondo il meglio di te, e ti
prenderanno a calci.
Non importa, dà il meglio di te
(Madre Teresa di Calcutta)
Nicola Calia si era ritirato dalla corsa a sindaco: a 24 ore dal voto, dopo l'attentato, deciso a dimettersi anche dal Consiglio
Lula, ordigno contro l'ex assessore ora all'opposizione
Dal nostro inviato Marilena Orunesu LulaLa quiete post-elettorale svanisce in fretta, fatta a brandelli dal botto sinistro delle bombe. Ancora una volta Lula finisce nell'incubo, macchiando così il ritorno a una democrazia compiuta che solo ora, dopo 15 anni di veleni e tensioni, può contare su una maggioranza e su un'opposizione. Il retro della casa di Nicola Calia, ex assessore della giunta di centrodestra guidata da Maddalena Calia, neo consigliere di minoranza, è uno scampolo di guerra. Il furgone devastato dalle fiamme, il portone danneggiato dalla gelatina, che ignoti bombaroli hanno infilato in un tubo metallico, segnano in modo pesante l'esordio della nuova amministrazione di centrosinistra guidata da Gavino Porcu. «Non è un bel viatico», ammette il nuovo sindaco. Ieri mattina si è affrettato a fare visita a Nicola Calia che, ferito dal blitz dei bombaroli, scrive una lettera di dimissioni da consigliere. In serata Porcu torna in quella casa, accompagnato da alcuni consiglieri, per esprimere solidarietà e condanna dell'attentato. Lo invita a ripensare alla decisione di abbandonare l'aula consiliare e a restare al suo posto. Una richiesta che sarà posta in modo formale nella seduta d'insediamento del nuovo consiglio comunale. TensioneGli attentatori entrano in azione nella notte. Aspettano che si spengano le luci della casa dove Nicola Calia, 61 anni, imprenditore, vive con la moglie Miranda. Martedì sera la coppia torna nell'abitazione di "Juncagliu", località alla periferia di Lula, dopo aver fatto un salto a Sassari a trovare la figlia. Sembra tutto tranquillo, soprattutto dopo le tensioni preelettorali. Calia a marzo è pronto a candidarsi a sindaco, al posto di Maddalena Calia di cui è un attivo collaboratore. Assessore alle Attività produttive, dirigente provinciale dell'Italia dei valori, l'imprenditore è impegnato a preparare una sua lista. Ma terribili minacce a lui e ai suoi candidati fermano quel progetto.. Calia decide di ritirare la sua candidatura a sindaco, ma non rinuncia a quella di consigliere. Nelle elezioni di domenica e lunedì raccoglie 77 voti. Un bel riconoscimento: è il più votato della sua lista. Ma la squadra "Lula per la democrazia" guidata da Maddalena Calia è sconfitta. Sarà consigliere di minoranza. «Abbiamo tirato un sospiro di sollievo», commenta la moglie. «Abbiamo passato cinque anni non belli, vissuti nella paura». Mezz'ora dopo la mezzanotte di martedì, però, l'incubo ritorna. La bomba Gli attentatori danno fuoco al furgone bianco utilizzato per la vendita di antipasti di mare confezionati nel laboratorio, sotto l'abitazione. La casa è isolata: un campo e da una stradina sterrata la separano dalla provinciale Lula-Bitti. Situazione ideale per blitz criminali. Mentre dal motore l'incedio si allarga a tutta la parte anteriore del mezzo, i malviventi fanno esplodere un ordigno di medio potenziale, circa trecento grammi di gelatina, deposti davanti all'ingresso di servizio della casa. L'esplosione danneggia la porta, il muretto antistante, il davanzale di una finestra. I carabinieri avviano le indagini. Il paese sente il botto, ma stenta a credere a una bomba perché dopo il voto tanti si erano convinti che Lula fosse diventata d'incanto una comunità pacificata. C'è anche chi confessa, tuttavia, che le minacce si sono ripetute anche di recente, oltre quelle contenute nelle lettere anonime denunciate a marzo dal sindaco Calia. Segno che il clima di guerra non si era per niente assopito. «Il danno ce l'abbiamo nel cuore», commenta Miranda Calia, costretta a fare i conti con una realtà inattesa. Il marito professa il silenzio, per tutta la giornata. Accoglie parenti e amici che bussano alla sua porta per portargli tanta solidarietà. Ma nessun commento pubblico. Maddalena Calia, costretta a interrompere un breve periodo di riposo dopo i travagli elettorali, misura le parole. «Siamo alla follia», si limita a dire. Nel pomeriggio il sindaco e tutti i candidati della lista "Arveschita pro Luvula" firmano cinque righe e un appello al dialogo. Esprimono pubblicamente solidarietà a Nicola Calia e «condannano fermamente la grave azione compiuta a suo danno. Auspicano che simili atti non abbiano mai più a verificarsi nel nostro paese e invitano tutti i cittadini al dialogo e al confronto sereno».
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il 4/6/2007 alle 22:3 | |